La nostra crescita passa dagli investimenti.
Investiamo continuamente in nuove attrezzature, tecnologie multimediali, spazi di produzione e formazione. Lo facciamo per ampliare le competenze interne e poter gestire direttamente una parte sempre più ampia dei progetti di comunicazione, produzione video, streaming, fotografia e contenuti digitali.
Ogni nuovo strumento deve aprire una possibilità in più. Ogni nuova competenza deve permetterci di affrontare lavori che prima avrebbero richiesto altri passaggi, altri fornitori o altri limiti. Vogliamo costruire un’agenzia sempre più completa, specializzata e difficile da sostituire.
Per noi crescere significa avere più strumenti, più conoscenze e più libertà per trovare soluzioni originali e offrire ai clienti qualcosa che non sia facilmente replicabile altrove.
Qualche tempo fa ho ritrovato le lettere che ricevevo da adolescente.
Lettere spedite da amici che vivevano lontano, scritte durante le ore di scuola, lasciate in mano alla fine di un pomeriggio insieme con la raccomandazione di leggerle una volta tornata a casa.
La cosa che mi ha colpito, rileggendole, è stata quanto fossero scritte bene. A quell'età passavamo le giornate sui libri. Leggevamo, scrivevamo, studiavamo letteratura, imparavamo parole nuove. Avevamo una confidenza enorme con la lingua.
E dentro quelle pagine c'era contemporaneamente tutta la forza emotiva di quell'età.
Le cose venivano sentite fino in fondo. Un'amicizia, un amore, una delusione potevano occupare il mondo intero. E quelle emozioni finivano sulla carta attraverso parole scelte bene, periodi costruiti bene, immagini capaci di restare addosso. A volte sembravano pagine di un libro.
È una cosa che ci torna spesso in mente quando lavoriamo: nei messaggi dei nostri clienti cerchiamo sempre di tenere insieme due cose: la competenza di chi questo mestiere lo conosce davvero e quella capacità, quasi adolescenziale, di credere fino in fondo a quello che si sta raccontando. Significa sapere usare bene le parole, le immagini, i suoni avendo ancora qualcosa da dire.
E forse, per riuscirci, ogni tanto bisogna tornare un po’ indietro. A quello che ci appassionava prima che arrivassero il lavoro, le scadenze, i budget, le strategie e tutte le cose molto adulte che inevitabilmente si mettono in mezzo.
Vale per noi e vale per i nostri clienti. Dentro un’azienda, un progetto o una professione c’è quasi sempre qualcosa che viene da prima: un’idea, un’ambizione, una passione, magari perfino un sogno un po’ ingenuo che a un certo punto ha fatto pensare: questa cosa la voglio fare davvero.
Noi cerchiamo anche quello, perché crescere, diventare più bravi e imparare il mestiere è fondamentale. Ma se per strada perdiamo completamente il motivo per cui avevamo cominciato, secondo noi si perde anche una parte della forza.
Per noi una comunicazione fatta bene nasce proprio lì: tecnica, esperienza, struttura, ma anche qualcosa in cui credere davvero.
Qualcosa che sappia ancora arrivare. E, ogni tanto, lasciare quel famoso pugno bellissimo nello stomaco.
Ogni volta che iniziamo a lavorare con una nuova azienda dobbiamo prima impararla.
Entriamo nel suo settore, capiamo come lavora, ascoltiamo le persone, studiamo i prodotti, il linguaggio, i colori, le abitudini. Spesso ci troviamo a conoscere mondi che fino a poco prima non sapevamo nemmeno esistessero. È una delle parti del nostro lavoro che ci piace di più.
Cerchiamo di capire come quell’azienda parlerebbe se avesse tutti gli strumenti per raccontarsi bene. Quali parole userebbe, quale tono avrebbe, cosa sceglierebbe di mostrare e cosa invece no.
Anche le strategie cambiano ogni volta. Devono funzionare per quella realtà, per il suo mercato, per le persone che ci lavorano e per le risorse che ha a disposizione. Una strategia bellissima ma impossibile da sostenere serve a poco. Dopo un po’ succede spesso che iniziamo a ragionare come se fossimo parte dell’azienda. Conosciamo i progetti, le dinamiche, i problemi e gli obiettivi. Ed è probabilmente il momento in cui riusciamo a fare il nostro lavoro meglio.
La nostra storia
No, non sono le iniziali dei fondatori. Clara e Lorenzo stanno insieme dal 2013. Quell’anno l’azienda in cui lavorava Lorenzo chiuse, mentre Clara si era appena laureata e, in piena crisi economica, trovare lavoro non era semplice. Decisero così di provare a costruire qualcosa insieme, con un obiettivo molto concreto: riuscire a pagare spesa, bollette e affitto. Anche di una casa minuscola. Parlando di quanto poco sarebbe bastato, quella casa diventò “il loculo”. Per mesi lavorarono per il loculo, misero da parte soldi per il loculo. Quando arrivò il momento di dare un nome a ciò che stavano costruendo, rimase quello. LCL è “loculo” senza vocali.
LCL nasce nel 2014 da Clara Monti e Lorenzo Corsini. Il primo ufficio ha 39 euro di mobili Ikea e un computer in due. Il resto sono idee, tempo, parecchia incoscienza e le competenze raccolte fino a quel momento. Si parte facendo comunicazione, grafica, siti, video ed eventi, imparando strada facendo tutto quello che serve. All’inizio non avevamo molto, ma avevamo abbastanza per cominciare.
Abbiamo capito presto che, per restare all’avanguardia, dovevamo costruire strumenti nostri. Così sono nate Hedgehog e Owl, sviluppate spesso di notte, quando il lavoro di giornata lasciava spazio al codice. Hedgehog per gestire i servizi web con più libertà, Owl per l’e-learning. Due piattaforme cresciute insieme ai progetti e diventate parte del nostro modo di lavorare.
I primi anni servono a capire come si sta in piedi. Accettiamo quasi tutto, anche lavori che oggi valuteremmo con molta più attenzione. Col tempo impariamo a riconoscere i progetti che ci fanno crescere e quelli che consumano energie senza restituire abbastanza. Cominciamo a scegliere meglio, a dare il giusto valore al nostro lavoro e a costruire rapporti più sani con i clienti. Oggi sembra normale. All’inizio, per niente.
L’agenzia cresce, si struttura e arrivano i primi clienti internazionali, insieme alle prime produzioni fuori dall’Italia. A quel punto capiamo che è il momento di fare un passo in più: LCL smette di essere soltanto il marchio con cui lavorano due professionisti e diventa una società. È un passaggio importante, perché quello che fino a poco prima avevamo costruito comincia ad avere una forma più solida.
Nel 2020 gli eventi si fermano e, all’improvviso, tutti hanno bisogno di streaming, dirette, video e contenuti digitali. Per noi significa lavorare tantissimo e far crescere in pochi mesi tutta la parte tecnica e multimediale dell’agenzia. Finita l’emergenza, quelle competenze restano e diventano uno dei nostri settori principali. Intanto il lavoro aumenta abbastanza da rendere evidente una cosa: in due, ormai, non ce la facciamo più.
Matteo Gerber è il primo ingresso stabile nel team. La dinamica è abbastanza semplice: si propone come grafico e direttore creativo e, nel giro di poco, si comporta come se lavorasse con noi da sempre. Evidentemente aveva ragione lui. Da quel momento LCL comincia a trasformarsi da una coppia di persone che fa molte cose a una squadra vera e propria.
Nel 2023 entra in scena anche la moda. Dalla collaborazione con Alex Leardini, che quel settore lo conosce da anni, nasce Niobē: il progetto di LCL dedicato al fashion, all’immagine e alla produzione creativa. Un nuovo linguaggio, nuovi set, sfilate, campagne e produzioni, con competenze già nostre che iniziano a muoversi dentro un mondo completamente diverso.
Negli anni successivi arrivano Jacopo Moretti e Michele Lombardi, prima su singoli lavori e poi sempre più dentro ai progetti dell’agenzia. Diletta Mazzoni entra rispondendo a una candidatura e porta con sé una parte sempre più importante di strategia e marketing. Oggi siamo in sette. Nel frattempo sono cresciuti i clienti, i settori e soprattutto le cose che possiamo seguire internamente: web, social, video, fotografia, branding, marketing, streaming, eventi e produzione multimediale.
Dopo un anno di cantiere e un’estate passata praticamente dentro ai lavori, a settembre 2024 la nuova sede diventa realtà. Più spazio, impianti costruiti sulle nostre esigenze e finalmente ambienti pensati per lavorare come volevamo: creare, produrre, registrare, fotografare, sperimentare. Dopo anni passati ad adattarci agli spazi, per la prima volta abbiamo un posto che sentiamo nostro.
Nel frattempo superiamo i 3.000 eventi broadcast, sviluppiamo una piattaforma proprietaria per webinar ed eventi digitali e continuiamo a reinvestire ogni anno circa il 90% degli utili in tecnologia. A settembre 2026 arriva un altro pezzo importante: inauguriamo Studio 341 e Studio 321, due spazi complementari pensati per produzione, registrazione, fotografia e contenuti multimediali.
Il team
Nata nel 1990. All’epoca c’era lo spot di Egoiste (Chanel). L’Italia ospitava i Mondiali di calcio, al cinema uscivano Pretty Woman e Mamma ho perso l’aereo e Madonna cantava Vogue. Due mesi prima della sua nascita, crolla il Muro di Berlino.
Disegna prima di imparare a parlare e da allora non ha mai smesso di trasformare idee in qualcosa di concreto. Formazione umanistica, lingue, marketing operativo ed event planning. Ossessioni ricorrenti: Londra, letteratura inglese, rock, teatro, karate e Quentin Tarantino. Cresciuta tra ordini, clienti e scaffali della cartoleria di famiglia, ha imparato presto che creatività e persone devono capirsi al volo. Nel 2014 fonda LCL con Lorenzo, partendo da un ufficio arredato con 39 euro di IKEA e molte più idee che mobili. Scrive, monta, crea, dirige. È diretta, curiosa e piena di intuizioni. Spesso troppe. Ma quando trova quella giusta, si vede.
Lorenzo nasce nel 1979, un anno denso di creatività: in tv le prime pubblicità d'autore prendono il posto di Carosello e arriva il primo spot di Gardaland, mentre i Clash rivoluzionano il punk con London Calling, gli AC/DC entrano nella storia con Highway to Hell e i Pink Floyd uniscono musica e cinema con The Wall.
E proprio la musica è la grande protagonista della sua vita: dai primi concerti a 11 anni al diploma in chitarra alla Lizard, fino a quasi dieci anni di attività come turnista.
Parallelamente, dal '98 (data che ogni suo collaboratore ha imparato a conoscere) si avvicina al web e alla fotografia, durante gli anni della facoltà di Architettura. Un percorso che lo porta a collaborare con diverse agenzie di comunicazione, su progetti sempre più grandi.
È ancora la musica a fargli incontrare, nel 2013, Clara Monti, con cui nel 2014 decide di dare vita, praticamente dal niente, all'avventura di LCL. Da allora guarda sempre avanti, alle nuove tecnologie e alle nuove opportunità del mondo della comunicazione e del cinema.
Adora le chitarre, le Harley Davidson e le poche giornate rimaste della mitica mezza stagione.
Dei suoi collaboratori direbbe: «Senza di loro non si poteva fare!»
Nato nel 1993. All'epoca c'era il meraviglioso spot del Super Nintendo. "Il caso non esiste" si potrebbe dire.
Da sempre appassionato di teatro, cinema, musica, videogiochi e di tutto ciò che è dotato di luci e bottoni.
Diplomato nel 2013 in economia e informatica, inizia la sua carriera lavorativa con l'attività che più si avvicinava ai suoi studi: insegnare teatro nelle scuole. Tra spettacoli teatrali, laboratori e piccoli ruoli in serie tv e cinema, nasce anche la passione per la macchina da presa e con essa anche la voglia di raccontare storie attraverso l’obiettivo.
Nel 2020 decide quindi di trasformare l’editing e il videomaking in un vero e proprio lavoro. Camera in spalla si fa le ossa come assistente operatore RAI, videomaker per eventi sportivi, matrimoni e set fotografici.
Nel 2022 conosce Lorenzo e Clara per caso (anche se il caso non esiste) e da una piccola collaborazione nasce una grande amicizia. Da allora la sua scrivania in LCL è come una seconda casa, con tanto di action figure di Super Mario. Se c’è una storia da raccontare, la “Billy The Cam” è pronta a raccontarla, un fotogramma alla volta. Molto istintivo e sempre a caccia di nuovi stimoli, cerca di farsi guidare dal cuore anche nel lavoro e di strappare una risata a chi gli sta vicino.
Il suo mantra: “l’arte sta anche nelle cose più semplici”.
Nato nel 1984. All’epoca c’era lo storico spot di lancio sul mercato del Macintosh. Viene lanciato lo stile “Power dressing”, le donne iniziano ad indossare completi dal taglio maschile: giacche con spalline imbottite larghissime come simbolo di emancipazione professionale. Al cinema usciva, tra gli altri capolavori, Ghostbusters, Terminator e Non ci resta che piangere e gli Smiths fanno il loro ingresso sulla scena stravolgendo le regole del rock britannico.
Da sempre attratto dal mondo della comunicazione visiva, prima con disegni, poi con fumetti e realizzando cortometraggi insieme ai suoi fratelli con la prima telecamera di famiglia, la linea è tracciata fin da subito: frequenta il liceo artistico per poi specializzarsi in fumetto e sceneggiatura alla scuola di Comics a Firenze. Decide di concretizzare il tutto ottenendo una laurea in comunicazione visiva e inizia da subito a lavorare come grafico a Lucca poi a Milano, poi a Sesto fino al fatidico incontro con Clara e Lorenzo che lo spinge ad auto assumersi presso LCL affascinato dal loro modo di affrontare la comunicazione e per l’empatia umana e professionale che li ha legati fin da subito.Si occupa della parte grafica, l’ideazione e la realizzazione di campagne ed è alla costante ricerca delle soluzioni visive migliori e più adatte al cliente.
Nato nel 1976 All’epoca c’era spot della fiat 126. il Concorde decolla per il suo primo volo commerciale, in California Steve Jobs e Steve Wozniak fondano la Apple Computer. Gli Eagles pubblicano l’album “Hotel California” e al cinema veniva proiettato “Taxi Driver” di Martin Scorzese.
Si forma artisticamente nel teatro e nelle accademie di danza, sviluppando un linguaggio performativo che lo conduce a operare come professionista in ambito televisivo e nelle produzioni live. Passo dopo passo (di danza) la scalata è stata la seguente: prima come assistente coreografo, poi coreografo, successivamente assistente alla regia, fino a diventare autore e curatore di progetti innovativi nei mondi della moda, dello spettacolo e della comunicazione, firma regie e coreografie per eventi nazionali e internazionali, sempre con uno sguardo curioso e contemporaneo. Ha conseguito la laurea in Scienze e Tecnologie delle Arti dello Spettacolo e del Cinema, approfondendo le dinamiche teoriche e produttive del linguaggio audiovisivo.
Nata nel 2002. All'epoca l'euro entrava nelle tasche degli europei, i mondiali sono stati vinti dal Brasile, la pallavolo femminile vince per la prima volta un mondiale ed Elon Musk fondava Space X. Ah e la sua squadra del cuore falliva e andava in Serie B (e si... proprio la Fiorentina).
Se le si chiede cosa fa da quando ha 9 anni, la risposta è una sola: in campo, con le ginocchiere e la palla che vola. La pallavolo non è stata solo uno sport, ma la sua prima palestra di vita. Forse lì è nato il suo superpotere: un’organizzazione quasi chirurgica che l’ha accompagnata ovunque e una chiacchierina non da poco (infatti fin dall’asilo viene chiamata “socerina”). Per questo dopo un liceo scientifico si laurea in comunicazione e multimedia che l’ha portata a maturare un talento innato per rimettere ordine nel caos creativo dell’agenzia. Se c'è un evento da pianificare, un progetto da far quadrare o un piano d'azione da sincronizzare al millisecondo, lei ha già fatto il check, calcolato i margini e trovato la soluzione migliore. Pragmatica, vulcanica e infallibile sotto pressione: in campo come in agenzia, sa sempre esattamente cosa fare. Nel 2025 decide di mandare il curriculum alla mail dell’agenzia senza che ci fosse una postazione aperta, ma con la sua semplicità ha convinto Lorenzo e Clara, e da lì si è creato un rapporto lavorativo e di amicizia eccezionale.
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