Nel 2021 presentare un prodotto a una platea di professionisti aveva un problema molto pratico: non si poteva mettere nessuno nella stessa stanza.
Exenia lavora nel settore dell’illuminazione professionale e produce corpi illuminanti LED per interni ed esterni, utilizzati in ambienti residenziali, commerciali, musei e showroom. Aveva pronta REVO 2.30, una nuova linea da presentare a professionisti del light design, dell’interior design e dell’architettura, in Italia e all’estero. Il lancio era pronto. Il convegno, evidentemente, no.
La proposta
Abbiamo costruito un evento online su invito, con iscrizione, una prima visione in streaming e uno spazio dedicato alle domande del pubblico. Al centro c’era un documentario sul prodotto, pensato per un pubblico tecnico e costruito soprattutto sulle immagini: la luce doveva vedersi.
Un documentario, da zero: l’idea del webinar classico, con una persona in video che racconta caratteristiche e schede tecniche, qui ci serviva poco. Una luce va vista: bisogna capire il fascio, le ottiche, la costruzione del prodotto, l’assemblaggio e il lavoro che c’è dietro. Siamo partiti da quello che avevamo: loghi, rendering 3D dei componenti, informazioni tecniche e accesso alle persone che REVO 2.30 l’avevano progettata e costruita. Poi telecamere, green screen, tempo e curiosità. Il resto lo abbiamo scritto e girato noi.
Abbiamo costruito un evento online su invito, con iscrizione, una prima visione in streaming e uno spazio dedicato alle domande del pubblico. Al centro c’era un documentario sul prodotto, pensato per un pubblico tecnico e costruito soprattutto sulle immagini: la luce doveva vedersi.
Un documentario, da zero: l’idea del webinar classico, con una persona in video che racconta caratteristiche e schede tecniche, qui ci serviva poco. Una luce va vista: bisogna capire il fascio, le ottiche, la costruzione del prodotto, l’assemblaggio e il lavoro che c’è dietro. Siamo partiti da quello che avevamo: loghi, rendering 3D dei componenti, informazioni tecniche e accesso alle persone che REVO 2.30 l’avevano progettata e costruita. Poi telecamere, green screen, tempo e curiosità. Il resto lo abbiamo scritto e girato noi.
Una guida dentro il racconto
Ci serviva una voce che tenesse insieme tutte le parti. L’art director di Exenia è diventato la guida del documentario: introduce il progetto, racconta ricerca e sviluppo e accompagna lo spettatore fra laboratorio, prodotto e applicazioni reali. Per capirci: un po’ cicerone, un po’ Zio Tibia della Notte Horror di Italia 1, solo dentro uno studio di design. Il linguaggio resta quello di un pubblico professionale, con spazio però alle immagini, ai materiali e a quello che la luce riesce a fare.
Ci serviva una voce che tenesse insieme tutte le parti. L’art director di Exenia è diventato la guida del documentario: introduce il progetto, racconta ricerca e sviluppo e accompagna lo spettatore fra laboratorio, prodotto e applicazioni reali. Per capirci: un po’ cicerone, un po’ Zio Tibia della Notte Horror di Italia 1, solo dentro uno studio di design. Il linguaggio resta quello di un pubblico professionale, con spazio però alle immagini, ai materiali e a quello che la luce riesce a fare.
Spiegare le ottiche disegnandole
Per raccontare il funzionamento delle ottiche abbiamo chiesto all’art director di fare quello che probabilmente aveva già fatto decine di volte davanti a un foglio: disegnarle a mano mentre le spiegava. Abbiamo ripreso quei disegni e li abbiamo corredati di infografiche animate. Le linee tracciate a penna diventano parte del video e rendono leggibile una tecnologia complessa senza appesantire il racconto.
Far vedere un fascio di luce
Poi c’era il fascio. Volevamo che se ne vedessero realmente forma e comportamento, quasi come durante una dimostrazione tecnica. Qui è entrato in gioco il nostro lato teatrale: stanza buia, macchina della nebbia e faretti accesi sulle piastre di collaudo. Il fascio, attraversando il fumo, diventava finalmente visibile. La voce del responsabile R&D accompagnava le immagini, insieme alle riprese del laboratorio e delle fasi di test.
Una fiera dentro il video
Per la gamma prodotti abbiamo ricostruito anche il linguaggio di una presentazione fieristica. Lo Specification Manager raccontava i diversi modelli su un tavolo di presentazione, alternato a close-up e riprese still life dei corpi illuminanti in rotazione.
Vederli dove devono stare
Una parte del documentario ci ha portati alla Basilica di San Miniato al Monte, a Firenze, dove era presente un’installazione reale. Lì il prodotto smetteva di essere un rendering o un oggetto su un tavolo: lavorava dentro uno spazio vero, fra architettura e opere d’arte. Era esattamente quello che serviva per chiudere il cerchio e mostrare REVO 2.30 nel contesto per cui era stata progettata.
Per raccontare il funzionamento delle ottiche abbiamo chiesto all’art director di fare quello che probabilmente aveva già fatto decine di volte davanti a un foglio: disegnarle a mano mentre le spiegava. Abbiamo ripreso quei disegni e li abbiamo corredati di infografiche animate. Le linee tracciate a penna diventano parte del video e rendono leggibile una tecnologia complessa senza appesantire il racconto.
Far vedere un fascio di luce
Poi c’era il fascio. Volevamo che se ne vedessero realmente forma e comportamento, quasi come durante una dimostrazione tecnica. Qui è entrato in gioco il nostro lato teatrale: stanza buia, macchina della nebbia e faretti accesi sulle piastre di collaudo. Il fascio, attraversando il fumo, diventava finalmente visibile. La voce del responsabile R&D accompagnava le immagini, insieme alle riprese del laboratorio e delle fasi di test.
Una fiera dentro il video
Per la gamma prodotti abbiamo ricostruito anche il linguaggio di una presentazione fieristica. Lo Specification Manager raccontava i diversi modelli su un tavolo di presentazione, alternato a close-up e riprese still life dei corpi illuminanti in rotazione.
Vederli dove devono stare
Una parte del documentario ci ha portati alla Basilica di San Miniato al Monte, a Firenze, dove era presente un’installazione reale. Lì il prodotto smetteva di essere un rendering o un oggetto su un tavolo: lavorava dentro uno spazio vero, fra architettura e opere d’arte. Era esattamente quello che serviva per chiudere il cerchio e mostrare REVO 2.30 nel contesto per cui era stata progettata.
La messa in onda
Il documentario è stato montato con titoli tematici e sottotitoli in inglese, poi caricato sulla nostra piattaforma. All’orario stabilito è partito lo streaming per gli iscritti. Durante la visione abbiamo raccolto le domande in un chat box; il team Exenia ha poi risposto direttamente via email. Il risultato è stato un lancio pensato per lo schermo fin dall’inizio, con un ritmo da documentario e il livello di dettaglio richiesto da un pubblico professionale.
Il documentario è stato montato con titoli tematici e sottotitoli in inglese, poi caricato sulla nostra piattaforma. All’orario stabilito è partito lo streaming per gli iscritti. Durante la visione abbiamo raccolto le domande in un chat box; il team Exenia ha poi risposto direttamente via email. Il risultato è stato un lancio pensato per lo schermo fin dall’inizio, con un ritmo da documentario e il livello di dettaglio richiesto da un pubblico professionale.